Consigli per rivedere il vostro sito aziendale

Terreste nella vostra azienda un macchinario vecchio e polveroso, che non funziona?
Una vetrina da esposizione sporca e disordinata?
No?
Allora perché invece non vi ponete lo stesso problema quando si tratta del vostro sito Web? Oggi come oggi, è lo strumento più importante di cui disponete per trovare clienti, con ogni probabilità. Non trovate che quindi debba essere in piena funzionalità, moderno, e meriti una bella svecchiata? Oggi vi aiutano degli strumenti informatici nuovi, che forse nemmeno conoscevate quando avete costruito il vostro sito una decina d’anni fa: stiamo parlando dei CMS, o Sistemi di Gestione dei Contenuti, programmi che permettono di modificare un sito, aggiungervi menù, alterarne la struttura o le pagine in maniera semplicissima e rapida e senza bisogno di essere dei tecnici!

Siate astuti, però: anche nell’usare questo strumento da amatori, sfruttate i consigli dei professionisti. Eccone tre preziosissimi:

– L’Homepage: su questa pagina vi giocate tutto, credibilità, interesse, contatti. Costruitela con attenzione, scegliete il testo giusto per chiarire rapidamente ai visitatori cosa potete fare per loro, e create una struttura – troverete molti template! – che usi immagini grandi e d’impatto per catturare subito l’attenzione. Inoltre, se ci sono link importanti a sezioni operative del sito, non limitatevi ad includerli nel testo, ma create anche degli appositi bottoni, che siano evidenti e facili da identificare. La parola chiave qui è essere SEMPLICI: conquisterete il pubblico.

– I testi: che su internet non si legga, e che i testi approfonditi non vadano bene, è una leggenda metropolitana, e anche una delle più pericolose, vista l’importanza data dai motori di ricerca ai contenuti dei siti per attribuire i punteggi nelle classifiche di ricerca. Quel che però è vero è che il pubblico non legge i testi che GLI APPAIONO lunghi. Spezzettate, riquadrate, identificate unità di testo e di concetto che non superino un paio di paragrafi: il lettore le percepirà come tante realtà separate, e non avrà mai la percezione di un lungo testo noioso. E voi avrete combinato ottimizzazione dei contenuti per la SEO, chiarezza, e leggibilità!

– L’aggiornamento: oggi è ben difficile che si sbagli, a includere sul proprio sito un blog aziendale. Oltre ad essere il modo più semplice per aggiornare periodicamente il sito e mantenere un punto di contatto con i visitatori, il blog permette di costruire una serie di rimandi e link che rimandano alle pagine statiche del vostro sito, e gode della maggior prominenza che i motori di ricerca riservano alle pagine in continuo aggiornamento.

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Cinque utili consigli per le traduzioni legali

Quando ci si occupa di traduzioni legali, ed è necessario lavorare su documenti con un elevato livello di tecnicismi e ufficialità (dai contratti, agli statuti, agli accordi) utilizzare le terminologie corrette diventa un fatto fondamentale per evitare di travisare lo spirito, e quindi il significato, del contenuto. Se viene a mancare questa fase essenziale, si rischia infatti di andare incontro a problemi di comunicazione e comprensione che possono seriamente compromettere, ad esempio, anche la trattativa commerciale più curata e importante. Al di là delle diverse branche di specializzazione che, come nel campo dell’avvocatura, esistono anche nelle traduzioni legali, ecco alcuni consigli utili in tutti i casi:

Accertatevi di cosa vada tradotto effettivamente

Non sempre un blocco di testi richiede di essere tradotto interamente, da cima a fondo. Può capitare molto stesso che in alcune branche delle traduzioni legali – dalla criminologia, a quella del lavoro, a quella marittima – solamente determinati stralci o documenti debbano essere resi nella lingua desiderata. Identificare subito questi documenti permette significativi risparmi di tempo e denaro.

Assicuratevi di quale sia la lingua in cui tradurre

Può parere una raccomandazione un po’ banale, nel nostro mondo occidentale dove solitamente ogni nazione parla una lingua ben precisa. Ma in determinati Paesi del mondo, capita sovente che una legge valga per tutto il territorio, ma che nello stesso territorio si parlino dialetti regionali sufficientemente diversi da richiedere di essere considerati specificatamente nel preparare la traduzione, per essere certi di evitare problemi ed errori.

Scegliete i professionisti migliori

I traduttori sono molti, quelli esperti in traduzioni legali ancora numerosi, ma quelli veramente bravi sono solo una parte di costoro. Ricordate sempre che se il margine d’errore in una traduzione commerciale – per esempio, di un sito web o di una brochure – è bassissimo, in una traduzione legale è semplicemente zero: ogni errore è sicuramente sorgente di problemi.

Definite un glossario

Se stabilire un glossario comune è una buona norma, e una pratica utile, quando si deve fare una qualsiasi traduzione, in quelle legali è assolutamente vitale. Solo avendo completato tale tappa, infatti, si potrà avere la certezza che le terminologie di importanza più rilevante siano perfettamente identificate e comprese, e quindi possano trasmettere i messaggi giusti senza fraintendimenti.

Prestate la massima attenzione alla sicurezza

Solitamente, i documenti di questo tipo – e quindi anche le loro traduzioni legali – sono sottoposte a strettissimi criteri di privacy e sicurezza. Per trattarli nel modo corretto è dunque essenziale capire come devono essere trattati e maneggiati: la sicurezza è fondamentale in campo legale, ed è necessario stabilire dei precisi criteri di trattamento con chi si occuperà della traduzione, per garantire il rispetto della privacy dei documenti sia durante il trasferimento che lungo la lavorazione, per non parlare di quando questa sia conclusa.

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Cene di lusso: la carne Angus e la carne Kobe

Sia che si voglia cucinare una buona cenetta a casa propria per una serata con un po’ di amici, sia specialmente che si decida di uscire tutti quanti a cena, ormai si pretende legittimamente di mangiare il meglio che la cucina ha da offrire: e nel campo della carne, le differenze di qualità possono essere enormi. Disgraziatamente, tuttavia, non sempre è facile scovare i tagli e le varietà migliori dai macellai, o persino nei locali; se chiedete al ristorante carne Milano è sicuramente fornita di posti dove trovarla, ma l’hinterland potrebbe non averne. Analogamente, è più facile che troviate della carne Kobe in un ristorante di Roma che in una osteria della campagna circostante: le carni pregiate, soprattutto di provenienza estera (ma anche la nostra ottima “fiorentina”, difficile da reperire) sono ancora un prodotto di lusso e di nicchia, la cui diffusione è sicuramente incostante.

Ma che cos’è a rendere tanto diversa e così particolare una bistecca della carne che definiamo “pregiata” da un buon taglio di una carne anche più comune, non blasonata e priva di nomi famosi e altisonanti? Non pensiamo che sia una semplice volontà, un po’ snob, di differenziarsi dalla massa; la selezione delle carni ha basi molto concrete e solide, che vanno a fondarsi sull’effettiva conformazione dell’animale e sulle sue caratteristiche genetiche uniche, oltre alle particolari tecniche d’allevamento. È infatti da una combinazione di questi due fattori – l’uno connaturato alla razza di animale che viene allevata, e l’altro dipendente dalle scelte qualificate che l’allevatore fa con le proprie mandrie – che sorgono le tipicità straordinarie di carne che possiamo degustare, con tutte quelle sfumature di sapore e consistenza che ne hanno fatto la notorietà e che giustificano il loro prezzo e la predilezione che i loro appassionati riservano loro.

Per fare un esempio, da diversi anni gli appassionati di carne di manzo dimostrano un grande apprezzamento per la celebre “Carne Angus”, proprio quella di cui parlavamo poco fa: è un caso da manuale di tipicità derivanti soprattutto dalla genetica dell’animale. La carne di razza Angus ha infatti cellule ricchissime di miostatina, una proteina che regola appunto la crescita dei muscoli: in parole più semplici, questo si traduce in un livello di grassi alto (che dà alla carne sapore), e diffuso finemente, con un risultato detto dagli specialisti di “marezzatura” (che d’altro canto la rende straordinariamente tenera)

Se viceversa preferiamo spostarci più ad Oriente, troviamo un’altra varietà molto rinomata di carne, che abbiamo anch’essa nominata qualche riga più sopra; secondo alcuni intenditori, sarebbe addirittura superiore, per sapore e soprattutto per tenerezza, alla carne Angus. Proviene da animali di una specifica variante della razza Wagyu, allevati originariamente in Giappone, ed è denominata “carne Kobe”. Oltre al suo eccezionale livello di grasso, pari quasi al 30%, distribuito in un reticolo finissimo, che la rende in concreto una della carni più tenere al mondo, questa carne è resa unica dal trattamento quasi lussuoso a cui sono sottoposti gli animali durante l’allevamento, e che include l’aggiunta di birra nell’alimentazione per mantenere alta la massa, e I massaggi manuali alle carni dell’animale, per ammorbidirle, mentre sul pelo viene spruzzato del liquore di riso..