P8 lite: cuore da fascia media, prezzo da fascia bassa!

Quando si è in procinto di decidere per l’acquisto di un nuovo smartphone, si deve prima capire quali sono le reali esigenze personali ed in base a quelle, optare per un apparecchio entry-level, di fascia media o di fascia alta. Se la vostra scelta dovesse ricadere su un prodotto di fascia media con installato il famoso sistema operativo Android, non potrete non prendere in considerazione lo Smartphone Huawei P8 lite. Trattandosi di un prodotto non più recentissimo (anno di uscita 2015), ha ovviamente subito una forte svalutazione, senza però rinunciare al comparto tecnico: questo vi permetterà di avere tra le mani un buon prodotto ancora sufficientemente al passo con i tempi, a un prezzo da entry-level!

Display di alta qualità.

Dotato di un pannello da 5” (misura ideale, vi ricordiamo, per una corretta visione senza rinunciare alla comodità quando lo andrete ad utilizzare con una sola mano), offre una buona risoluzione (1280×720 pixel) nonché una luminosità e un angolo di visuale davvero degni di nota.

Multimedialità e sensori.

Considerando il prezzo raggiunto al suo quarto anno di vita, il comparto tecnico ha davvero pochi competitor sul mercato.
La fotocamera da ben 13 megapixel con una risoluzione massima di 4160×3120 pixel, restituisce foto nitide e ricche di dettagli senza alterazioni cromatiche rilevanti.
Autofocus, Touch focus, stabilizzatore digitale e flash le principali caratteristiche.
La fotocamera frontale è invece affidata a un più comune sensore da 5 megapixel.
La risoluzione massima per la sezione video è invece di 1920×1080 pixel a 30 frame per secondo con la fotocamera posteriore.
Presenti anche tutti i sensori del caso: accelerometro, di prossimità, giroscopio e bussola.
Da notare anche l’efficace filtro anti-rumore ambientale posizionato sul microfono.

Connettività.

Completissimo il “reparto antenne”: bluetooth 4.0, Wi-fi 802.11b/g/n con funzione hotspot, A-GPS e modulo LTE 4G rendono il P8 lite completo di tutte le più utili forme di connettività.
Da non dimenticare la funzione OTG (On-The-Go, cioè la possibilità di dare alimentazione alla porta micro-usb con cui generalmente si carica il telefono) che permette, tramite un’apposito adattatore facilmente reperibile in commercio, di collegare allo smartphone le più comune periferiche, quali mouse, tastiere e pendrive.

Batteria & hardware.

Dotato di una batteria da 2200 mah agli ioni di litio (quindi senza il fastidioso effetto memoria), il P8 lite ha un’autonomia in conversazione di 380 minuti e di 660 ore in stand-by: con un utilizzo medio/intensivo si arriva tranquillamente a fine giornata senza la necessità di caricarlo ulteriormente.
Il processore è un octa-core a 1.2 ghz a 64 bit, mentre il chipset grafico è affidato al proprietario HiSilicon Kirin 620.
2 gb la memoria RAM installata, 16 gb la memoria ROM, espandibile con micro sd fino a 128 gb.

Ad oggi, il P8 lite è lo smartphone più venduto della sempre in crescita azienda cinese Huawei (in pochi anni è passata da essere una piccola concorrente a uno dei principali competitor del mercato della telefonia). Il motivo è di facile intuizione, dal momento che si è trovato il giusto connubio tra qualità costruttiva (i materiali danno un’idea di solidità), design (7,7 mm di spessore con bordi sufficientemente ridotti) e prezzo, che vi ricordiamo essere diventato davvero allettante.

Come scegliere i migliori sensori di pressione

Nel momento in cui ci si trova a dover selezionare i sensori di pressione per il proprio progetto, sono numerosi i parametri critici di cui tenere conto per operare una buona selezione e assicurarsi dei risultati validi: scegliere i sensori di pressione esclusivamente in base al loro costo non è una buona idea, se si è interessati al buon funzionamento del progetto finito. Ecco alcuni dei criteri più importanti di cui tenere conto:

1. Precisione: uno dei tratti più importanti nei sensori di pressione è il livello di precisione. Molte sono le domande da porsi in tal senso: di che tipo di precisione abbiamo bisogno? La pressione da misurare sarà molto dinamica? E se sì, i sensori di pressione saranno sottoposti a cambiamenti repentini oppure lenti? Le misurazioni dovranno essere continue oppure effettuate ad intervalli regolari? Le risposte a tutte queste domande vi diranno in che fascia di precisione deve orientarsi la vostra scelta di sensori di pressione; naturalmente, al salire della precisione lo farà anche il prezzo.
2. Uscita: i sensori di pressione sono disponibili con due uscite: a corrente e a voltaggio. I sensori di pressione con uscita a voltaggio si usano solitamente dove sensori e sistema di acquisizione dati si trovano vicini; sono in grado di dare un output fra gli 0 e i 100 millivolt, e in alcuni casi sono dotati di amplificatori interni per arrivare anche ai 10 V di output. Proprio per questi amplificatori, la reattività di frequenza rimane bassa.
I sensori di pressione con uscita a corrente si usano invece quando il segnale deve coprire distanze più lunghe, come nei grandi impianti: il loro output infatti è molto più immune ai disturbi, e offre un’alta reattività di frequenza.
3. Ambiente: dove andranno installati i sensori di pressione? Nella scelta della precisa tipologia di sensore, l’ambiente operativo riveste un peso fondamentale: pensiamo ad esempio alla presenza di condizioni estreme di temperatura, salinità o rischio di esplosioni, che detteranno immediatamente un’intera serie di protezioni aggiuntive necessarie.
4. Installazione: non tutti i sensori di pressione sono identici, e la semplicità di installazione è fattore essenziale nella loro scelta. Il sensore, domandiamoci, ha una struttura sufficientemente compatta da trovare spazio laddove lo vogliamo installare? È possibile, altrimenti, spostarlo o ottenere lo spazio necessario? Con quali modifiche e costi?

I sensori di pressione sono elementi essenziali in decine di impianti: una scelta accurata permetterà di avere le prestazioni necessarie e la sicurezza della loro precisione.