L’identikit del gatto domestico: le sue cinque personalità

Il nostro gatto finalmente è uno degli animali più amati di sempre. se fino a qualche tempo fa, infatti, era soprattutto il cane a conquistare i cuori delle persone, guadagnandosi il ruolo di migliore amico dell’uomo, oggi anche i gatti sono apprezzati e probabilmente anche più compresi di una volta. La competizione tra gli animali domestici per decidere quale fosse quello più amato è dunque a una svolta: 7,5 milioni di gatti sono presenti oggi in casa degli italiani, mentre 7 milioni sono i cani. Dunque, dopo la Francia, oggi anche in Italia il felino ha superato il cane e questo potrebbe essere dovuto a diversi fattori, anche se il suo fascino è sempre stato più che chiaro per tutti. Gli amanti dei gatti ci sono sempre stati, come c’era già chi ad esempio anche per il proprio felino sceglieva una cremazione o una sepoltura degna di una persona di famiglia, magari affidandosi a Funerali Roma (clicca qui), ma oggi questo animale è davvero apprezzato dalla maggior parte delle persone.

Come si è arrivati all’identikit del gatto

Una veterinaria dell’università di Lincoln, in Inghilterra, si è concentrata a lungo sul comportamento felino, rendendosi conto, dopo molti anni di studio, che i nostri felini possono essere tutti ricondotti a cinque fondamentali personalità. La ricerca ha coinvolto 200 proprietari di gatti, a cui sono state sottoposte delle interviste su abitudini quotidiane e legame felino. Al termine della lunga ricerca, la studiosa è riuscita a delineare cinque personalità del gatto. Secondo la veterinaria, infatti, il gatto sviluppa la sua personalità sulla base di genetica, ma anche esperienza vissuta e apprendimento.

Quali sono le cinque personalità feline

La prima personalità è quella del gatto umano. Si tratta del felino che ama stare in compagnia dell’uomo e si esprime con fusa e coccole. In genere è un micio molto mansueto, poco interessato ad altri esemplari della stessa specie.

La seconda è quella del gatto-gatto. Una personalità simile a quella precedente, anche se in questo caso il gatto ama stare in compagnia di altri felini, giocandoci per ora. Questo gatto ha comunque un buon rapporto con i suoi padroni, ma predilige comunque quello con gli altri gatti.

La terza personalità è quella del gatto cacciatore. Se tutti i felini sono cacciatori di natura, il gatto cacciatore lo è di più. La sua personalità è selvaggia e ama giocare con le sue prede. Spesso ama portare animali morti al suo padrone in segno di affetto e si aspetta, ovviamente, anche di essere premiato e non rimproverato.

La quarta personalità è quella del gatto curioso. Un animale con una curiosità spiccata e grande autostima. In genere lo si trova in angoli insospettati ed è un animale molto territoriale. Ama molto controllare tutto il suo ambiente ed esercita un controllo quasi maniacale su qualsiasi novità.

Esiste anche il gatto solitario

Infine, la quinta personalità, quella del gatto solitario. Si tratta di un animale irritabile, che non ama il contatto sociale. È un animale timoroso, che ha bisogno di tempo per adattarsi ed è piuttosto indipendente. È anche un felino che in genere rifiuta di interagire con umani e altri animali, per rassicurarlo è fondamentale agire senza fretta.

Nuovo nome e nuovo marchio: Research Now SSI diventa Dynata

Il nuovo marchio riflette la strategia dell”azienda di fornire dati precisi basati sulle risposte reali fornite dalle persone su un ampio spettro di settori di marketing, dalla ricerca alla pubblicità, per raggiungere nuovi standard di performance commerciale e per chiudere il cerchio dell”apprendimento e della conoscenza attraverso le varie discipline del marketing. Dynata ha compreso che con l”avvento dei big data gli esperti di marketing hanno cambiato approccio: oggi sono alla ricerca di informazioni affidabili e connesse che offrano una nuova prospettiva, che consentano un coinvolgimento più mirato di clienti esistenti e potenziali e che generino un maggiore vantaggio competitivo.

Con la capacità di raggiungere oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo, Dynata è posizionata strategicamente per fornire dati di ampiezza e precisione estremamente elevate. Come fornitore singolo, l”azienda gestisce attivamente e mantiene relazioni con partecipanti che hanno fornito consenso esplicito a far parte di panel dai quali si ottengono dati di alta qualità.

Gary S. Laben, CEO di Dynata, ha affermato: ‘Il nostro nome e il nostro marchio sono segno dell”impegno costante per dare nuova vita al marketing basato sui dati e per diventare il fornitore numero uno di dati first-party capaci di rappresentare la voce dei singoli nel dialogo B2C e B2B. Il nostro nuovo marchio è la sintesi perfetta di questa visione e di questa strategia di crescita. In un”era che richiede dati altamente affidabili, non appena avremo completato la nostra trasformazione organizzativa tramite la fusione, trasformeremo il settore del marketing e accompagneremo i nostri clienti verso risultati di altissimo livello’.

Informazioni su  Dynata
Dynata è uno dei principali fornitori a livello mondiale di dati first-party forniti da persone che danno il loro consenso esplicito a panel basati sui membri, gestiti e mantenuti dall”azienda. Con una capacità di raggiungere oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo e una vastissima gamma di attributi di profili individuali raccolti attraverso sondaggi, Dynata è un vero e proprio punto di riferimento nel mondo dei dati precisi, affidabili e di qualità. Attorno a questa attività essenziale di dati, l”azienda ha costruito soluzioni e servizi innovativi che fanno sentire la voce del singolo individuo a tutti i responsabili delle attività di marketing, spaziando dalle ricerche di mercato, al marketing, alla pubblicità. Dynata serve circa 6.000 clienti tra agenzie di ricerca di mercato, mass media e pubblicitarie, società di consulenza e investimento, clienti aziendali e del settore sanitario che operano in America del Nord, Sud America, Europa e Asia-Pacifico. Per maggiori informazioni, visitate la pagina www.dynata.com.

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Una nuova Brand Identity segna l”espansione oltre il campo delle ricerche di mercato per rivoluzionare il marketing basato sui dati

DALLAS, 15 gennaio 2019 /PRNewswire/ — Frutto della fusione e integrazione di due leader globali nei dati first-party, Research Now SSI annuncia che il suo nuovo nome e marchio sarà ‘Dynata’. Il nuovo brand è portatore di una nuova ed esclusiva proposta di valore dell”azienda: Dynata offre infatti una delle raccolte di dati first-party più grandi del mondo, forniti da persone reali — consumatori e professionisti — che accettano esplicitamente di partecipare a sondaggi e ricerche di mercato. Le opinioni, le risposte e i dati aggiornati sono fondamentali per il processo decisionale e le scelte di investimento delle aziende in servizi di marketing, siano essi relativi a sviluppo prodotti, tracciamento del marchio o pubblicità.

L’auto come emblema cinematografico: la mitica decappottabile

Chi non ha mai sognato di correre sulla Route 66 con il vento in faccia e l'adrenalina nelle vene? Solo coloro che non amano il brivido della velocità. La decappottabile è senza dubbio l'auto che meglio si presta ad un tipo di viaggio elettrizzante ed è, in molte opere cinematografiche, una vera e propria protagonista. Lande desolate e lunghi tragitti sono i set in cui vediamo spesso una coppietta che, in preda alla passione, fa diventare una macchina senza tettuccio, l'emblema della libertà. La letteratura del cinema è piena fino all'orlo di esempi in cui l'avventura, il lusso, la potenza e la catarsi di questo modello automobilistico, diventano i caratteri identitari  di un pezzo storico. Una buona cabriolet , dotata del suo tetto pieghevole in tela dura, ha portato numerosi personaggi al conseguimento dei loro obiettivi in molteplici intrecci narrativi e, in questo articolo, si tratteranno i film più significativi che hanno visto l'evoluzione di questa automobile.

L'auto come ribellione

Esistono alcuni film, come “Il Laureato” in cui la rinomata Cabrio, diventa sinonimo di anticonformismo e trasgressione. La trama di questo film è tutta impiantata sullo stile americano, sebbene nella locandina compaia vistosamente un'auto italiana la quale, per molto tempo, è stata la spider per moltissimi ragazzi. Il protagonista di questo film, Ben Braddock è l'individuo con la vita che tutti vorrebbero avere: trascorre la sue estate tra la piscina e la villa di famiglia, visita camere d'albergo e tutto sembra essere divertentissimo, ma, il pezzo forte è il suo duetto fiammeggiante, il quale, se oggi dovessimo avere la fortuna di vederlo, sarebbe solo all'interno di un moderno museo.

Nel film “Into the wilde” invece, lìautomobile, diventa elemento scatenante quasi dell'intero intreccio narrativo: un ragazzo, Christopher McCandless, stanco degli appetiti materiali della sua società e del padre consumista, che vorrebbe comprargli un'auto nuova quando lui ne è già una in possesso, decide di fuggire in Alaska nelle terre selvagge.

Un mezzo distrutto

La propria auto è un bene che va salvaguardato, specialmente nel mondo di oggi, in cui le distrazioni non fanno che incrementare. Se si vogliono avere più informazioni, su come assicurare la propria automobile risparmiando, allora clicca qui  dove saranno rintracciabili tutte le informazioni possibili su questo tema. Quest'ultimo, nella realtà del film, è un po' sottovalutato: l'esigenza scenica di stupire lo spettatore spesso porta i registi a distruggere bellissime auto in favore di una rappresentazione cruenta e d'impatto. Emblematica è la saga cinematografica di Fast and Furios, basata sulle corse e sulle battaglie d'auto e in cui distruzioni ed effetti speciali, a discapito dei nostri amati mezzi di trasporto personali, si fanno forti grazie anche alle nuove tecniche 3D.

 

 

 

Gli oggetti dell’aldilà

Vivere il passaggio ultraterreno di una persona molto cara, di un amico o di un parente, rappresenta da sempre un momento molto delicato e mai sentito nello stesso modo da chi rimane sulla terra a ricordarlo e piangerlo.  Molto spesso, per una questione di affetto e amore, o per la semplice idea di rendere al nostro caro il “passaggio” nell'aldilà meno spaventoso, vengono collocati nella bara oggetti, biglietti, lettere e quant'altro. Con questa pratica, i familiari, vivono nella convinzione che possa instaurarsi un legame ancora più concreto e vivo, proprio attraverso quegli elementi che hanno caratterizzato quella persona in vivenza.

I principali oggetti

Tra i principali oggetti che tutt'oggi vengono posti nella bara sono rappresentati da quelli di origine religiosa come: la croce, il libro delle preghiere, il rosario, la medaglietta della Madonna o di un qualsiasi santo nei confronti del quale c'è una devozione profonda. Capita spesso che sia lo stesso defunto, nel suo testamento, ad esprimere la volontà di affrontare la sepoltura con determinati oggetti che per lui sono stati veramente significativi durante la sua vita. Questo modo di dimostrare l'affetto, è anche una modalità per far conservare al morto la sua essenza, la sua individualità e per ricordare passioni sconvolgenti, vecchi legami e interessa della sua vita. L'usanza di porre all'interno della bara, o semplicemente su di essa, oggetti personali della persona morta, è stata, fino a non molto tempo fa, molto diffusa ma, a causa di violazioni di sepolture da parte di tombaroli alla ricerca di oggetti di estremo valore, queste pratiche stanno scemando e si stanno sempre più diradando.

Le origini

Questa usanza, in verità, deriva da molto lontano, addirittura per gli antichi egizi era un vero e proprio obbligo di agire, in un modo rispettoso, nei confronti del defunto. Gli egizi credevano che il defunto, nell'aldilà, avrebbe vissuto una nuova vita dove avrebbe avuto tutto con sé e tutto ciò che gli sarebbe potuto tornare utile. Sula testa dei faraoni mummificati, veniva situata una maschera mortuaria, al fine di aiutare lo spirito della persona defunta a riconoscere il suo corpo e vari oggetti intorno ad esso. Una famosa categoria di beni che ha fatto parte del corredo funerario sin dai tempi passati, è stat costituita da quelli specifici per il viaggio nell'aldilà: un tozzo di pane, una moneta, una lanterna o una borraccia. A seconda dei tempi, i corredi funebri, variano in funzione dell'età del defunto, del suo sesso, del suo mestiere e dei relativi gusti e usi. Oggi le usanze sono cambiate e onoranze funebri a Roma, come la Cattolica San Lorenzo, si premurano attivamente di rispettare le esigenze dei parenti ma soprattutto di chi non c'è più, al fine di rende pieno omaggio allo spirito che è salito in cielo e che resiste, insieme a tutti quelli che hanno popolato il nostro pianeta e  vissuto tantissime onoranze funebri diverse.

Le diete alternative

Il numero di italiani che sceglie di seguire diete alternative (vegetariana, vegana, macrobiotica ecc.) è in continua crescita. Secondo gli esperti dell’alimentazione però, nessuno stile alimentare alternativo coincide totalmente con quello ritenuto ideale per un soggetto adulto, perché la dieta, per essere sana, deve essere varia ed equilibrata. Sarebbe quindi necessario: mangiare più fibre, frutta, verdura e cereali integrali; non esagerare con il consumo di grassi animali; introdurre nella dieta carni magre, pesce azzurro e legumi.

Tra le diete alternative ci sono:

Dieta Macrobiotica: ricca di fibre, povera di grassi e con un elevato consumo di riso che, pur essendo un ottimo cereale, è costituito soprattutto da amido ma possiede pochissime proteine e acidi grassi. All’interno di questa dieta sono assenti anche alcuni elementi che l’organismo non può sintetizzare, come gli aminoacidi essenziali, con possibili carenza di calcio e di alcune vitamine. Inoltre, la dieta macrobiotica è ricca di sale, fattore che aumenta la pressione arteriosa.

Dieta vegetariana: prevede l’introduzione di pochi grassi saturi e un elevato apporto di fibre vegetali, con effetti positivi sull’apparato digerente e con un aumento del senso di sazietà. La sua versione più ampia, la dieta pesco-pollo vegetariana (esclude solo latticini, uova, carne rossa e salumi), si avvicina molto allo stile alimentare ideale per una persona, basandosi su una riduzione di grassi e su un aumento di cereali integrali, legumi, frutta e verdura.

Dieta Vegana: questo stile alimentare esclude il consumo di alcuni o tutti gli alimenti di origine animale. La sua forma più radicale prevede l’esclusione di carne, pesce, latte, latticini, uova e derivati compreso il miele. Tra le diete vegetariane, quella vegana è l’unica che, se non seguita con particolare attenzione, espone a seri rischi per la salute, come anemia, osteoporosi (soprattutto nella donna), problemi cardiovascolari e carenze di vitamine.

Un elenco completo di diete alternative e non, le puoi trovare sul sito www.dietalia.it.

Come vengono fabbricati i cavi metallici?

I cavi metallici vengono fabbricati in maniera molto simile alle corde normali: sono composti infatti di una serie di filamenti molto più piccoli che vengono intrecciati strettamente per andare a costituire un cavo molto più robusto della somma delle parti. Nel caso dei cavi metallici, infatti, parliamo di un prodotto in grado di sollevare anche diversi quintali di peso, oltre a poter essere utilizzato come conduttore per l’alta tensione: per questo i cavi metallici sono normalmente utilizzati dalle compagnie che fabbricano macchinari pesanti, dalle imprese edili, e anche dalle aziende che operano nel campo dell’energia elettrica.

Tipologie

Esistono diversi tipi di cavi metallici disponibili sul mercato; tuttavia le due grandi famiglie, che rappresentano la suddivisione fondamentale della categoria, sono le stesse da sempre, ossia cavi metallici con nucleo in acciaio e con nucleo in fibra. Il primo tipo è il più robusto, e ha una struttura che ben si presta alle esigenze delle costruzioni e dei macchinari pesanti; i cavi metallici con nucleo in fibra, invece, perdono un po’ della propria robustezza per guadagnare in flessibilità, il che li rende molto più adatti a tutte le applicazioni dove devono potersi piegare liberamente.

Componenti

La struttura, in sezione, dei cavi metallici è complessa e ricca. Al centro c’è un cavo portante di corda d’acciaio, intorno al quale si avvolge una fodera che lo riveste interamente e può essere o meno, a seconda dell’impiego, un conduttore di elettricità. Su questa si avvolge il nucleo dei cavi metallici, in acciaio o fibra come spiegato poco fa, e infine l’intreccio di filo metallico che costituisce la superficie esterna del cavo stesso. La scelta e la combinazione di questi elementi dipendono strettamente dall’applicazione che ne verrà fatta dall’utente finale.

Caratteristiche

Da sempre, i cavi metallici hanno avuto la funzione di rendere possibile il trascinamento e il sollevamento di carichi molto pesanti. Proprio per questo esistono in commercio anche cavi metallici costruiti in maniera tale da essere ancora più resistenti a tutti i tipi di sollecitazioni, realizzati con metalli particolarmente resilienti e tenaci per poter superare le prove più dure e prolungate senza cedere.

Utilizzi

I cavi metallici si usano spesso, come dicevamo, per spostar carichi pesanti o come conduttori di corrente; la loro robustezza li rende perfetti proprio per questo tipo di impiego. Ma oltre a questo, spesso vengono impiegati in altri settori dove si richiede particolare resistenza, come nell’ingegneria, o – come spesso si può vedere lungo le strade- per costruire ringhiere di protezione ai lati delle strade a rapida percorrenza.

Manutenzione

I cavi metallici sono sottoposti allo stesso tipo di stress che subisce una qualsiasi corda, ossia l’attrito e la tensione, ma oltre a questo sono anche vulnerabili all’ossidazione e alla ruggine. Per questa ragione, e per evitare la rottura dei fili metallici intrecciati che alla lunga comprometterebbe la stabilità di tutti i cavi metallici, è consigliabile procedere sovente ad una buona lubrificazione.

Costruire il cliente ideale

Se c’è un concetto che chiunque faccia marketing deve assorbire il più presto possibile, è quello che il buon marketing è orientato sui clienti: meglio conosciamo il nostro cliente ideale, quello con cui vogliamo lavorare e che siamo in grado di servire al meglio, e più facilmente potremo chiudere contratti e creare nuovo business, in qualsiasi settore. Ma com’è fatto questo cliente ideale? Una delle tecniche per identificarlo è crearlo a tavolino, così da poter poi agire di conseguenza nel mondo reale, costruendo quella che viene detta “Buyer Persona”. Vediamo come fare in pochi semplici passi:

1. Dati demografici
Abbiamo la fortuna di poter cominciare con qualcosa di semplice: i dati demografici sono spesso i più facili da recuperare e soprattutto da identificare. Ciò nonostante, non sottovalutiamoli, perchè sono un elemento essenziale della tipologia di marketing che dovremo mettere in atto. Dovremo perciò identificare, per la nostra “Buyer Persona”, età, stato civile, sesso, presenza di figli, e località di residenza.

2. Valori e obiettivi
Iniziamo a farci qualche domanda importante per conto della nostra Buyer Persona: le risposte la renderanno più tridimensionale, più reale, e quindi più utile come strumento per il nostro marketing. Scopriamo cosa risponderebbe a quesiti profondi, come
“Che cosa è importante nella vita personale? E in quella professionale?”
“Che cosa vuol dire davvero ‘avere successo’ nella vita?”
“Quali sono le cause importanti per le quali vale la pena impegnarsi?”

3. Frustrazioni e problemi
Spesso i problemi della nostra Buyer Persona non saranno collegati direttamente alla nostra offerta: se ha problemi economici, non saranno gli alimenti che gli offriamo a risolverli. Tuttavia i problemi di una persona ne dettano spesso il comportamento e delineano quale tipo di messaggio risuona meglio con il suo modo di essere: effettuiamo anche questa ricerca con impegno e serietà.

4. Fonti d’informazione
Scoprire come s’informa la nostra Buyer Persona è un elemento prezioso della sua costruzione, e questo per due motivi. Per prima cosa, infatti, questo ci dirà che cosa apprezza e che cosa disprezza, e queste informazioni sono preziosissime nel preparare un messaggio che possa gradire. Ma oltre a questo ci dirà anche come possiamo trovare tante persone reali che coincidano con il nostro profilo, e questo è utilissimo per indirizzare il nostro budget di marketing. Se ad esempio siamo sicuri che il nostro cliente ideale è un carpentiere che ascolta la radio tutto il giorno mentre ristruttura case, sapremo che la radio è il veicolo ideale per i nostri messaggi pubblicitari!

5. Obiezioni e convinzioni
Domandiamoci, per finire, qualcosa che ci riguarda da vicino: cosa pensa la nostra Buyer Persona del nostro settore?
La risposta è fondamentale, perchè governerà buona parte delle nostre scelte di comunicazione e la creazione stessa del nostro messaggio. Il nostro cliente ideale è in generale sfiduciato dalle aziende del nostro settore, pensa siano poco affidabili, ed è deluso dalle loro prestazioni? Focalizzeremo la nostra campagna su testimonianze dirette e affidabili che certifichino i nostri risultati, offrendo precise garanzie e prove dei nostri successi.

Come scegliere i migliori sensori di pressione

Nel momento in cui ci si trova a dover selezionare i sensori di pressione per il proprio progetto, sono numerosi i parametri critici di cui tenere conto per operare una buona selezione e assicurarsi dei risultati validi: scegliere i sensori di pressione esclusivamente in base al loro costo non è una buona idea, se si è interessati al buon funzionamento del progetto finito. Ecco alcuni dei criteri più importanti di cui tenere conto:

1. Precisione: uno dei tratti più importanti nei sensori di pressione è il livello di precisione. Molte sono le domande da porsi in tal senso: di che tipo di precisione abbiamo bisogno? La pressione da misurare sarà molto dinamica? E se sì, i sensori di pressione saranno sottoposti a cambiamenti repentini oppure lenti? Le misurazioni dovranno essere continue oppure effettuate ad intervalli regolari? Le risposte a tutte queste domande vi diranno in che fascia di precisione deve orientarsi la vostra scelta di sensori di pressione; naturalmente, al salire della precisione lo farà anche il prezzo.
2. Uscita: i sensori di pressione sono disponibili con due uscite: a corrente e a voltaggio. I sensori di pressione con uscita a voltaggio si usano solitamente dove sensori e sistema di acquisizione dati si trovano vicini; sono in grado di dare un output fra gli 0 e i 100 millivolt, e in alcuni casi sono dotati di amplificatori interni per arrivare anche ai 10 V di output. Proprio per questi amplificatori, la reattività di frequenza rimane bassa.
I sensori di pressione con uscita a corrente si usano invece quando il segnale deve coprire distanze più lunghe, come nei grandi impianti: il loro output infatti è molto più immune ai disturbi, e offre un’alta reattività di frequenza.
3. Ambiente: dove andranno installati i sensori di pressione? Nella scelta della precisa tipologia di sensore, l’ambiente operativo riveste un peso fondamentale: pensiamo ad esempio alla presenza di condizioni estreme di temperatura, salinità o rischio di esplosioni, che detteranno immediatamente un’intera serie di protezioni aggiuntive necessarie.
4. Installazione: non tutti i sensori di pressione sono identici, e la semplicità di installazione è fattore essenziale nella loro scelta. Il sensore, domandiamoci, ha una struttura sufficientemente compatta da trovare spazio laddove lo vogliamo installare? È possibile, altrimenti, spostarlo o ottenere lo spazio necessario? Con quali modifiche e costi?

I sensori di pressione sono elementi essenziali in decine di impianti: una scelta accurata permetterà di avere le prestazioni necessarie e la sicurezza della loro precisione.

Sicurezza in auto: tutto parte dalle gomme

Si dice spesso che è necessario, in tutto, partire dalle basi: ebbene, quando si tratta di viaggiare sicuri sulla propria auto, questa massima di per sé già valida va presa letteralmente, perchè sono ben poche le parti della vettura da cui dipende la sicurezza quanto le basi – nel caso specifico, le gomme – su cui essa poggia. Il motore, naturalmente, deve essere in ottime condizioni, e lo stesso vale per gli altri impianti: ma mentre si guida, la capacità di rimanere sulla strada dipende essenzialmente dai quattro pneumatici che montiamo, e quindi è necessario dar loro la giusta attenzione. Ecco alcuni fattori importantissimi da considerare.

1. Controllate la pressione delle gomme
La frequenza con cui effettuare il controllo pressione delle gomme in realtà è legata a quanti chilometri fate, ma in generale è buona norma fare una verifica almeno una volta alla settimana. Mantenere gli pneumatici alla giusta pressione prolunga la loro vita utile, migliora il livello di sicurezza, e rende molto più performante il veicolo, facendolo consumare di meno. Per avere una stima dell’importanza di questo controllo, sappiate che mantenere le gomme all’80% della loro pressione ideale può ridurre la loro durata anche del 75%!

2. Sostituite le gomme
Certo, il costo per cambiare quattro pneumatici è decisamente significativo. Ma non trovate che non sia nulla, rispetto a cosa potrebbe accadere in caso di un incidente? Le gomme lisce sono un pericolo mortale, e vanno sostituite immediatamente. Le condizioni del battistrada sono fondamentali per mantenere aderenza sull’asfalto, e da questa dipende sia la possibilità di sterzare in sicurezza, sia l’efficacia della frenata. Sono in vendita semplici dispositivi per verificare lo stato delle gomme e del battistrada: usarli può seriamente salvarvi la vita.

3. Usate lo pneumatico giusto per la stagione e il clima
No, gli pneumatici invernali non sono un’astuta operazione dei produttori per farvi spendere più denaro per la vostra automobile: sono una reale necessità per mantenere l’auto sicura e affidabile anche durante la cattiva stagione. Esistono gomme adatte a tutti i climi, ma in caso di gelo estremo, di neve o ghiaccio, per essere davvero sicuri dell’aderenza alla strada è buona norma investire in un treno di gomme apposite. Guidare sarà meno stressante, e soprattutto meno pericoloso: un’ottima spesa!

4. Mantenete le gomme pulite
Lavate scrupolosamente la vostra auto, non è vero? Sia per motivi estetici, sia per evitare che la verniciatura della carrozzeria si rovini, permettendo alla ruggine di attaccarla. Bene: dedicate la stessa attenzione al lavaggio delle vostre gomme? Dovreste. Sporcizia, fango, polvere, sassolini possono rimanere intrappolati nel battistrada, e comprometterne anche gravemente la funzionalità, e quindi la vostra sicurezza; basterà un passaggio con un detergente leggero, e poi un risciacquo, per rimetterle in ordine. Un consiglio prezioso: non lavatele quando sono ancora molto calde, cmoe dopo un lungo viaggio, perchè il rapido raffreddamento potrebbe farle contrarre bruscamente e indebolirle o addirittura danneggiarle.

L’automazione delle porte dei garage

Le automazioni basculanti o a scorrimento delle porte dei garage sono una delle maggiori comodità offerte dalla tecnologia nella costruzione di una casa moderna. Arrivando in qualsiasi situazione, con qualsiasi condizione atmosferica, anche sotto la neve o la pioggia più scrosciante, è possibile avere accesso al proprio garage senza dover neppure uscire dall’auto, e senza il rischio di fare sforzi eccessivi con la schiena, tratto particolarmente interessante per chi non è più giovanissimo. La scelta della giusta tipologia di automazione non è però banale, e questo soprattutto nei casi in cui si proceda ad aggiungere un sistema automatizzato ad una porta già presente. Le caratteristiche dei diversi tipi di porta richiedono infatti sistemi diversi, e hanno pro e contro particolari.

Le più comuni in questo caso sono le automazioni basculanti, ossia quelle dove la porta è imperniata ai lati e si solleva tirando su una maniglia posta in basso, in modo da ruotare parzialmente e finire disponendosi parallelamente al soffitto del garage stesso. Le automazioni basculanti sono pressochè sempre installabili, anche negli spazi particolarmente ridotti, avendo l’accortezza di selezionare il giusto genere di modello di braccio motorizzato e di calcolare correttamente gli ingombri. Nelle automazioni basculanti, che sono anche le più economiche, si può inoltre spesso anche sostituire la porta con una di miglior resa estetica e isolamento termico, dato che a gestire il peso maggiore è il sistema automatizzato.

Fra i dispositivi assolutamente necessari, dovremo sicuramente prevedere un sistema di arresto immediato della porta, che entri in gioco se questa percepisce un ostacolo: le porte di garage, soprattutto nelle automazioni basculanti dove l’apertura è verticale, sono oggetti pesanti e massicci e quindi pericolosi se non controllati, specialmente in presenza di animali o bambini.

I vantaggi per la sicurezza sono significativi, specie nei modelli più moderni, i cui telecomandi inviano ogni volta una frequenza differente per l’apertura della porta, e il sistema può essere disabilitato interamente con un blocco di sicurezza quando ci si assenta per lunghi periodi. La scelta del motore, che deve poter reggere lo sforzo iniziale senza rischiare di bruciare, e la presenza di un sistema di disingaggio che permetta di aprire la porta del garage anche in caso di blackout, completeranno il profilo della nostra automazione, che potremo affidare a un’azienda specializzata per i migliori risultati.