Inversione dei poli, nuovi calcoli ci obbligano ad aggiornare tutti i GPS: cosa sta succedendo

Inversione dei poli, nuovi calcoli ci obbligano ad aggiornare tutti i GPS: cosa sta succedendo

Inversione dei poli, nuovi calcoli ci obbligano ad aggiornare tutti i GPS: cosa sta succedendo

A causa di una brusca e imprevista accelerazione del polo nord magnetico, gli scienziati sono stati costretti ad aggiornare in anticipo il World Magnetic Model, il modello che descrive il campo magnetico della Terra e che è alla base dei sistemi di geolocalizzazione e navigazione, sia civili che militari. In parole semplici, il polo nord magnetico, che non combacia con quello geografico, è letteralmente “schizzato” in direzione della Siberia, spostandosi dall’Oceano Artico canadese a una velocità di circa 55 chilometri all’anno. Per comprendere l’entità di questo balzo, basti pensare che soltanto cento anni fa si muoveva di “soli” 15 chilometri all’anno. L’aggiornamento si è dunque reso necessario poiché la variazione stava rendendo imprecisi i sistemi di navigazioni, bussole dei nostri smartphone comprese, provocando i problemi più seri soprattutto per aerei, navi e sottomarini in prossimità del Polo Nord. Tutti i dispositivi dovranno essere ricalibrati (lo faranno con aggiornamenti automatici) sulla base dei nuovi dati.

in foto: Credit: Noaa Ncei/Cires

Anticipi e ritardi. L’aggiornamento eccezionale del modello era previsto per il 15 gennaio di quest’anno, tuttavia, a causa dello shutdown negli Stati Uniti che ha bloccato i fondi a diversi enti governativi, è slittato al 30 gennaio e infine ai primi giorni di febbraio, quando finalmente è stato reso disponibile per tutti. Il World Magnetic Model viene messo a punto da una collaborazione di scienziati della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e della British Geological Survey, che rilasciano uno nuovo modello ogni 5 anni, proprio in virtù dei cambiamenti del campo magnetico. Tuttavia nel 2016 è iniziata la brusca cavalcata del polo nord, facendo “saltare” le previsioni del 2015 e dunque rendendo necessario un aggiornamento eccezionale, un anno prima rispetto alla tabella di marcia. Curiosamente il polo sud magnetico se ne sta abbastanza tranquillo, a largo della costa orientale dell’Antartide.

Credit: Noaa Ncei/Ciresin foto: Credit: Noaa Ncei/Cires

Cosa sta succedendo. Ma perché il polo nord magnetico si sta spostando così rapidamente? Gli scienziati pensano che alla base di questa accelerazione improvvisa ci siano getti di ferro fuso ad altissima velocità sotto l’Artico. Il campo magnetico della Terra, infatti, viene generato dalla dinamica del ferro fuso nel nucleo esterno della Terra, sito a circa 3mila chilometri di profondità dalla superficie. Esso plasma la magnetosfera che è fondamentale per la vita; si tratta di un vero e proprio scudo che devia le letali radiazioni del vento solare, permettendo la vita sulla Terra. Il fatto che si stia spostando così velocemente potrebbe suggerire l’avvicinarsi della temuta inversione dei poli magnetici, un fenomeno che avviene periodicamente (circa 3 volte ogni milione di anni) e che l’ultima volta è stato registrato 780mila di anni fa.

Quali sono i rischi. L’effetto più temuto dell’inversione dei poli magnetici e la “sparizione” temporanea dello scudo magnetico che ci protegge dalle radiazioni, benché negli eventi passati non si sono registrate fluttuazioni negative per la biosfera. Ma noi viviamo in un mondo iperconnesso e ipertecnologico, ed è noto che le tempeste geomagnetiche causate dal vento solare possono creare danni più o meno gravi a sistemi di navigazione GPS, satelliti, comunicazioni radio e impianti elettrici. Basti pensare che il potente Evento di Carrington del 1859 – una fortissima tempesta geomagnetica – produsse addirittura incendi ai telegrafi, oltre a far apparire l’aurora boreale a Roma e alle Hawaii. Insomma, restare privi della protezione dello scudo magnetico potrebbe innescare scenari apocalittici. Fortunatamente l’inversione dei poli magnetici non è un fenomeno repentino; come ci ha spiegato il professor Domenico di Mauro dell’INGV avviene in circa 4-5mila anni. Insomma, per il momento possiamo stare tranquilli, anche se il polo nord magnetico fa le bizze.

Fonte: Inversione dei poli, nuovi calcoli ci obbligano ad aggiornare tutti i GPS: cosa sta succedendo

Fiat 500 da record in Europa, nel 2018 ha venduto quasi 200mila auto

Fiat 500 da record in Europa, nel 2018 ha venduto quasi 200mila auto
in foto: Fiat 500

Passa il tempo, cambiano le abitudini degli automobilisti ma la Fiat 500 si conferma intramontabile: la piccola di casa Fiat, infatti, giunta al suo 11° anno di vita nella nuova versione, si conferma come una icona del Made in Italy nel mondo tanto da far registrare il record di vendite in Europa. Le 194mila unità immatricolate nel solo 2018 rappresentano il miglior progressivo di sempre nella storia toccando anche quota 15%, secondo risultato assoluto da quando è stata lanciata sul mercato.

Oltre 30 versioni per l’icona del Made in Italy

Un risultato eccezionale per la vettura della casa torinese che ha al suo attivo circa 30 versioni – su base Fiat 500 e Abarth 595 – comprese le ultime speciali come 500 Mirror, 500 Collezione “Primavera”, 500 Spiaggina ’58 e 500 Collezione “Autunno”; a premiare la scelta dei vertici Fiat non sono solo gli italiani, ma tutti gli automobilisti del Vecchio Continente tanto che la piccola del Lingotto è leader di vendita in 11 Paesi europei e sul podio in altri quattro con oltre 100 paesi mondiali nei quali viene commercializzata e l’80% del volume registrato fuori dall’Italia. Un successo globale quello della Fiat 500 che ha ereditato dal passato non solo le linee arrotondate, ma anche una storia fatta di record e successi.

L’ennesima conquista per l’iconico modello del Made in Italy che, calcolando anche i modelli precedenti, è riuscito a superare quota 6 milioni di auto vendute – se sommate a quelle dell’antesignana, realizzata dal 1957 al 1977 – tanto da essere uno dei modelli Fiat più venduti di tutti i tempi. Un 2018 da incorniciare quello della Fiat 500 che, oltre ai successi di vendita, ha ottenuto anche la possibilità di essere esposta al MoMa di New York nella mostra “The Value of Good Design” diventando così non solo una delle vetture più apprezzate nella storia dell’auto, ma anche un’opera d’arte ammirata da migliaia di visitatori presso uno dei più importanti musei del mondo.

Fonte: Fiat 500 da record in Europa, nel 2018 ha venduto quasi 200mila auto

Nuovo nome e nuovo marchio: Research Now SSI diventa Dynata

Il nuovo marchio riflette la strategia dell”azienda di fornire dati precisi basati sulle risposte reali fornite dalle persone su un ampio spettro di settori di marketing, dalla ricerca alla pubblicità, per raggiungere nuovi standard di performance commerciale e per chiudere il cerchio dell”apprendimento e della conoscenza attraverso le varie discipline del marketing. Dynata ha compreso che con l”avvento dei big data gli esperti di marketing hanno cambiato approccio: oggi sono alla ricerca di informazioni affidabili e connesse che offrano una nuova prospettiva, che consentano un coinvolgimento più mirato di clienti esistenti e potenziali e che generino un maggiore vantaggio competitivo.

Con la capacità di raggiungere oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo, Dynata è posizionata strategicamente per fornire dati di ampiezza e precisione estremamente elevate. Come fornitore singolo, l”azienda gestisce attivamente e mantiene relazioni con partecipanti che hanno fornito consenso esplicito a far parte di panel dai quali si ottengono dati di alta qualità.

Gary S. Laben, CEO di Dynata, ha affermato: ‘Il nostro nome e il nostro marchio sono segno dell”impegno costante per dare nuova vita al marketing basato sui dati e per diventare il fornitore numero uno di dati first-party capaci di rappresentare la voce dei singoli nel dialogo B2C e B2B. Il nostro nuovo marchio è la sintesi perfetta di questa visione e di questa strategia di crescita. In un”era che richiede dati altamente affidabili, non appena avremo completato la nostra trasformazione organizzativa tramite la fusione, trasformeremo il settore del marketing e accompagneremo i nostri clienti verso risultati di altissimo livello’.

Informazioni su  Dynata
Dynata è uno dei principali fornitori a livello mondiale di dati first-party forniti da persone che danno il loro consenso esplicito a panel basati sui membri, gestiti e mantenuti dall”azienda. Con una capacità di raggiungere oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo e una vastissima gamma di attributi di profili individuali raccolti attraverso sondaggi, Dynata è un vero e proprio punto di riferimento nel mondo dei dati precisi, affidabili e di qualità. Attorno a questa attività essenziale di dati, l”azienda ha costruito soluzioni e servizi innovativi che fanno sentire la voce del singolo individuo a tutti i responsabili delle attività di marketing, spaziando dalle ricerche di mercato, al marketing, alla pubblicità. Dynata serve circa 6.000 clienti tra agenzie di ricerca di mercato, mass media e pubblicitarie, società di consulenza e investimento, clienti aziendali e del settore sanitario che operano in America del Nord, Sud America, Europa e Asia-Pacifico. Per maggiori informazioni, visitate la pagina www.dynata.com.

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Una nuova Brand Identity segna l”espansione oltre il campo delle ricerche di mercato per rivoluzionare il marketing basato sui dati

DALLAS, 15 gennaio 2019 /PRNewswire/ — Frutto della fusione e integrazione di due leader globali nei dati first-party, Research Now SSI annuncia che il suo nuovo nome e marchio sarà ‘Dynata’. Il nuovo brand è portatore di una nuova ed esclusiva proposta di valore dell”azienda: Dynata offre infatti una delle raccolte di dati first-party più grandi del mondo, forniti da persone reali — consumatori e professionisti — che accettano esplicitamente di partecipare a sondaggi e ricerche di mercato. Le opinioni, le risposte e i dati aggiornati sono fondamentali per il processo decisionale e le scelte di investimento delle aziende in servizi di marketing, siano essi relativi a sviluppo prodotti, tracciamento del marchio o pubblicità.

L’auto come emblema cinematografico: la mitica decappottabile

Chi non ha mai sognato di correre sulla Route 66 con il vento in faccia e l'adrenalina nelle vene? Solo coloro che non amano il brivido della velocità. La decappottabile è senza dubbio l'auto che meglio si presta ad un tipo di viaggio elettrizzante ed è, in molte opere cinematografiche, una vera e propria protagonista. Lande desolate e lunghi tragitti sono i set in cui vediamo spesso una coppietta che, in preda alla passione, fa diventare una macchina senza tettuccio, l'emblema della libertà. La letteratura del cinema è piena fino all'orlo di esempi in cui l'avventura, il lusso, la potenza e la catarsi di questo modello automobilistico, diventano i caratteri identitari  di un pezzo storico. Una buona cabriolet , dotata del suo tetto pieghevole in tela dura, ha portato numerosi personaggi al conseguimento dei loro obiettivi in molteplici intrecci narrativi e, in questo articolo, si tratteranno i film più significativi che hanno visto l'evoluzione di questa automobile.

L'auto come ribellione

Esistono alcuni film, come “Il Laureato” in cui la rinomata Cabrio, diventa sinonimo di anticonformismo e trasgressione. La trama di questo film è tutta impiantata sullo stile americano, sebbene nella locandina compaia vistosamente un'auto italiana la quale, per molto tempo, è stata la spider per moltissimi ragazzi. Il protagonista di questo film, Ben Braddock è l'individuo con la vita che tutti vorrebbero avere: trascorre la sue estate tra la piscina e la villa di famiglia, visita camere d'albergo e tutto sembra essere divertentissimo, ma, il pezzo forte è il suo duetto fiammeggiante, il quale, se oggi dovessimo avere la fortuna di vederlo, sarebbe solo all'interno di un moderno museo.

Nel film “Into the wilde” invece, lìautomobile, diventa elemento scatenante quasi dell'intero intreccio narrativo: un ragazzo, Christopher McCandless, stanco degli appetiti materiali della sua società e del padre consumista, che vorrebbe comprargli un'auto nuova quando lui ne è già una in possesso, decide di fuggire in Alaska nelle terre selvagge.

Un mezzo distrutto

La propria auto è un bene che va salvaguardato, specialmente nel mondo di oggi, in cui le distrazioni non fanno che incrementare. Se si vogliono avere più informazioni, su come assicurare la propria automobile risparmiando, allora clicca qui  dove saranno rintracciabili tutte le informazioni possibili su questo tema. Quest'ultimo, nella realtà del film, è un po' sottovalutato: l'esigenza scenica di stupire lo spettatore spesso porta i registi a distruggere bellissime auto in favore di una rappresentazione cruenta e d'impatto. Emblematica è la saga cinematografica di Fast and Furios, basata sulle corse e sulle battaglie d'auto e in cui distruzioni ed effetti speciali, a discapito dei nostri amati mezzi di trasporto personali, si fanno forti grazie anche alle nuove tecniche 3D.

 

 

 

Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi

Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi
in foto: Credit: Gaetan Borgonie / Extreme Life Isyensya

Nelle profondità del nostro pianeta ci sono milioni di specie di organismi sconosciute alla scienza, che assieme occupano una massa in carbonio centinaia di volte superiore a quella di tutti gli esseri umani della Terra. Si tratta di un immenso mondo perduto sotterraneo, una vera e propria “biosfera oscura”, che ha un volume superiore ai 2 miliardi di chilometri cubici, circa il doppio di quello occupato da tutti gli oceani. E come per questi ultimi, ne abbiamo solo scalfito la meravigliosa e peculiare ricchezza della biodiversità.

A suggerire le dimensioni pantagrueliche della biosfera oscura sono stati centinaia di scienziati, che negli ultimi 10 anni hanno condotto ricerche ad hoc in seno alla collaborazione Deep Carbon Observatory (DCO). I ricercatori hanno indagato su queste forme di vita in centinaia di siti di tutto il mondo, spingendosi a cercarne le tracce fino a 2,5 chilometri di profondità sotto la superficie del mare e fino a 5 chilometri sotto miniere e siti di trivellazione. Hanno trovato rappresentanti di tre regni prinicipali, ovvero batteri, archibatteri (microbi senza nucleo legato alla membrana) ed eucarioti (microbi o organismi pluricellulari con cellule). Ciò che è emerso lascia affascinati ma anche sbigottiti.

Credit: Greg Wanger / Caltech e Gordon Southam / University of Queenslandin foto: Credit: Greg Wanger / Caltech e Gordon Southam / University of Queensland

Gli scienziati, tra i quali la microbiologa Karen Lloyd dell’Università del Tennessee di Knoxville, Stati Uniti, hanno individuato specie insolite non solo dal punto di vista della forma e dell’habitat, ma anche sotto il profilo dei lunghissimi cicli di vita e del modo in cui si sostentano, catturando particelle chimiche dalle rocce che li circondano. Alcuni come l’organismo unicellulare Geogemma barossii vivono in correnti idrotermali sul fondo marino a temperature di 121 gradi centigradi, oppure a pressioni 400 volte superiori a quelle sperimentate sul fondo degli oceani. Altri possono sopravvivere per millenni, e pur essendo metabolicamente attivi risultano quasi in stasi, “con meno energia di quanto pensassimo servisse per sostenere la vita”, ha dichiarato la ricercatrice. Ciò mette in discussione anche il concetto di vita stessa.

Credit: Christine Moissl–Eichinger / Medical University of Graz, Austriain foto: Credit: Christine Moissl–Eichinger / Medical University of Graz, Austria

La sorprendente scoperta di simili organismi sul nostro pianeta ha un impatto anche sull’astrobiologia, poiché amplia considerevolmente le probabilità che la vita possa esistere anche altrove nel Sistema solare (o al di fuori di esso), magari in condizioni che fino ad oggi non ritenevamo idonee. Non è un caso che gli scienziati stimino come probabile l’esistenza di microorganismi all’interno di alcuni laghi sotterranei di Marte. I dettagli preliminari sulla “biosfera oscura” saranno presentati in seno al meeting dell’American Geophysical Union (AGU) che si tiene questa settimana, ma alcuni sono stati già pubblicati sul sito del Deep Carbon Observatory. La pubblicazione degli studi approfonditi è attesa per l’autunno del prossimo anno.

Fonte: Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi

Gli oggetti dell’aldilà

Vivere il passaggio ultraterreno di una persona molto cara, di un amico o di un parente, rappresenta da sempre un momento molto delicato e mai sentito nello stesso modo da chi rimane sulla terra a ricordarlo e piangerlo.  Molto spesso, per una questione di affetto e amore, o per la semplice idea di rendere al nostro caro il “passaggio” nell'aldilà meno spaventoso, vengono collocati nella bara oggetti, biglietti, lettere e quant'altro. Con questa pratica, i familiari, vivono nella convinzione che possa instaurarsi un legame ancora più concreto e vivo, proprio attraverso quegli elementi che hanno caratterizzato quella persona in vivenza.

I principali oggetti

Tra i principali oggetti che tutt'oggi vengono posti nella bara sono rappresentati da quelli di origine religiosa come: la croce, il libro delle preghiere, il rosario, la medaglietta della Madonna o di un qualsiasi santo nei confronti del quale c'è una devozione profonda. Capita spesso che sia lo stesso defunto, nel suo testamento, ad esprimere la volontà di affrontare la sepoltura con determinati oggetti che per lui sono stati veramente significativi durante la sua vita. Questo modo di dimostrare l'affetto, è anche una modalità per far conservare al morto la sua essenza, la sua individualità e per ricordare passioni sconvolgenti, vecchi legami e interessa della sua vita. L'usanza di porre all'interno della bara, o semplicemente su di essa, oggetti personali della persona morta, è stata, fino a non molto tempo fa, molto diffusa ma, a causa di violazioni di sepolture da parte di tombaroli alla ricerca di oggetti di estremo valore, queste pratiche stanno scemando e si stanno sempre più diradando.

Le origini

Questa usanza, in verità, deriva da molto lontano, addirittura per gli antichi egizi era un vero e proprio obbligo di agire, in un modo rispettoso, nei confronti del defunto. Gli egizi credevano che il defunto, nell'aldilà, avrebbe vissuto una nuova vita dove avrebbe avuto tutto con sé e tutto ciò che gli sarebbe potuto tornare utile. Sula testa dei faraoni mummificati, veniva situata una maschera mortuaria, al fine di aiutare lo spirito della persona defunta a riconoscere il suo corpo e vari oggetti intorno ad esso. Una famosa categoria di beni che ha fatto parte del corredo funerario sin dai tempi passati, è stat costituita da quelli specifici per il viaggio nell'aldilà: un tozzo di pane, una moneta, una lanterna o una borraccia. A seconda dei tempi, i corredi funebri, variano in funzione dell'età del defunto, del suo sesso, del suo mestiere e dei relativi gusti e usi. Oggi le usanze sono cambiate e onoranze funebri a Roma, come la Cattolica San Lorenzo, si premurano attivamente di rispettare le esigenze dei parenti ma soprattutto di chi non c'è più, al fine di rende pieno omaggio allo spirito che è salito in cielo e che resiste, insieme a tutti quelli che hanno popolato il nostro pianeta e  vissuto tantissime onoranze funebri diverse.

Le diete alternative

Il numero di italiani che sceglie di seguire diete alternative (vegetariana, vegana, macrobiotica ecc.) è in continua crescita. Secondo gli esperti dell’alimentazione però, nessuno stile alimentare alternativo coincide totalmente con quello ritenuto ideale per un soggetto adulto, perché la dieta, per essere sana, deve essere varia ed equilibrata. Sarebbe quindi necessario: mangiare più fibre, frutta, verdura e cereali integrali; non esagerare con il consumo di grassi animali; introdurre nella dieta carni magre, pesce azzurro e legumi.

Tra le diete alternative ci sono:

Dieta Macrobiotica: ricca di fibre, povera di grassi e con un elevato consumo di riso che, pur essendo un ottimo cereale, è costituito soprattutto da amido ma possiede pochissime proteine e acidi grassi. All’interno di questa dieta sono assenti anche alcuni elementi che l’organismo non può sintetizzare, come gli aminoacidi essenziali, con possibili carenza di calcio e di alcune vitamine. Inoltre, la dieta macrobiotica è ricca di sale, fattore che aumenta la pressione arteriosa.

Dieta vegetariana: prevede l’introduzione di pochi grassi saturi e un elevato apporto di fibre vegetali, con effetti positivi sull’apparato digerente e con un aumento del senso di sazietà. La sua versione più ampia, la dieta pesco-pollo vegetariana (esclude solo latticini, uova, carne rossa e salumi), si avvicina molto allo stile alimentare ideale per una persona, basandosi su una riduzione di grassi e su un aumento di cereali integrali, legumi, frutta e verdura.

Dieta Vegana: questo stile alimentare esclude il consumo di alcuni o tutti gli alimenti di origine animale. La sua forma più radicale prevede l’esclusione di carne, pesce, latte, latticini, uova e derivati compreso il miele. Tra le diete vegetariane, quella vegana è l’unica che, se non seguita con particolare attenzione, espone a seri rischi per la salute, come anemia, osteoporosi (soprattutto nella donna), problemi cardiovascolari e carenze di vitamine.

Un elenco completo di diete alternative e non, le puoi trovare sul sito www.dietalia.it.

Come vengono fabbricati i cavi metallici?

I cavi metallici vengono fabbricati in maniera molto simile alle corde normali: sono composti infatti di una serie di filamenti molto più piccoli che vengono intrecciati strettamente per andare a costituire un cavo molto più robusto della somma delle parti. Nel caso dei cavi metallici, infatti, parliamo di un prodotto in grado di sollevare anche diversi quintali di peso, oltre a poter essere utilizzato come conduttore per l’alta tensione: per questo i cavi metallici sono normalmente utilizzati dalle compagnie che fabbricano macchinari pesanti, dalle imprese edili, e anche dalle aziende che operano nel campo dell’energia elettrica.

Tipologie

Esistono diversi tipi di cavi metallici disponibili sul mercato; tuttavia le due grandi famiglie, che rappresentano la suddivisione fondamentale della categoria, sono le stesse da sempre, ossia cavi metallici con nucleo in acciaio e con nucleo in fibra. Il primo tipo è il più robusto, e ha una struttura che ben si presta alle esigenze delle costruzioni e dei macchinari pesanti; i cavi metallici con nucleo in fibra, invece, perdono un po’ della propria robustezza per guadagnare in flessibilità, il che li rende molto più adatti a tutte le applicazioni dove devono potersi piegare liberamente.

Componenti

La struttura, in sezione, dei cavi metallici è complessa e ricca. Al centro c’è un cavo portante di corda d’acciaio, intorno al quale si avvolge una fodera che lo riveste interamente e può essere o meno, a seconda dell’impiego, un conduttore di elettricità. Su questa si avvolge il nucleo dei cavi metallici, in acciaio o fibra come spiegato poco fa, e infine l’intreccio di filo metallico che costituisce la superficie esterna del cavo stesso. La scelta e la combinazione di questi elementi dipendono strettamente dall’applicazione che ne verrà fatta dall’utente finale.

Caratteristiche

Da sempre, i cavi metallici hanno avuto la funzione di rendere possibile il trascinamento e il sollevamento di carichi molto pesanti. Proprio per questo esistono in commercio anche cavi metallici costruiti in maniera tale da essere ancora più resistenti a tutti i tipi di sollecitazioni, realizzati con metalli particolarmente resilienti e tenaci per poter superare le prove più dure e prolungate senza cedere.

Utilizzi

I cavi metallici si usano spesso, come dicevamo, per spostar carichi pesanti o come conduttori di corrente; la loro robustezza li rende perfetti proprio per questo tipo di impiego. Ma oltre a questo, spesso vengono impiegati in altri settori dove si richiede particolare resistenza, come nell’ingegneria, o – come spesso si può vedere lungo le strade- per costruire ringhiere di protezione ai lati delle strade a rapida percorrenza.

Manutenzione

I cavi metallici sono sottoposti allo stesso tipo di stress che subisce una qualsiasi corda, ossia l’attrito e la tensione, ma oltre a questo sono anche vulnerabili all’ossidazione e alla ruggine. Per questa ragione, e per evitare la rottura dei fili metallici intrecciati che alla lunga comprometterebbe la stabilità di tutti i cavi metallici, è consigliabile procedere sovente ad una buona lubrificazione.

Costruire il cliente ideale

Se c’è un concetto che chiunque faccia marketing deve assorbire il più presto possibile, è quello che il buon marketing è orientato sui clienti: meglio conosciamo il nostro cliente ideale, quello con cui vogliamo lavorare e che siamo in grado di servire al meglio, e più facilmente potremo chiudere contratti e creare nuovo business, in qualsiasi settore. Ma com’è fatto questo cliente ideale? Una delle tecniche per identificarlo è crearlo a tavolino, così da poter poi agire di conseguenza nel mondo reale, costruendo quella che viene detta “Buyer Persona”. Vediamo come fare in pochi semplici passi:

1. Dati demografici
Abbiamo la fortuna di poter cominciare con qualcosa di semplice: i dati demografici sono spesso i più facili da recuperare e soprattutto da identificare. Ciò nonostante, non sottovalutiamoli, perchè sono un elemento essenziale della tipologia di marketing che dovremo mettere in atto. Dovremo perciò identificare, per la nostra “Buyer Persona”, età, stato civile, sesso, presenza di figli, e località di residenza.

2. Valori e obiettivi
Iniziamo a farci qualche domanda importante per conto della nostra Buyer Persona: le risposte la renderanno più tridimensionale, più reale, e quindi più utile come strumento per il nostro marketing. Scopriamo cosa risponderebbe a quesiti profondi, come
“Che cosa è importante nella vita personale? E in quella professionale?”
“Che cosa vuol dire davvero ‘avere successo’ nella vita?”
“Quali sono le cause importanti per le quali vale la pena impegnarsi?”

3. Frustrazioni e problemi
Spesso i problemi della nostra Buyer Persona non saranno collegati direttamente alla nostra offerta: se ha problemi economici, non saranno gli alimenti che gli offriamo a risolverli. Tuttavia i problemi di una persona ne dettano spesso il comportamento e delineano quale tipo di messaggio risuona meglio con il suo modo di essere: effettuiamo anche questa ricerca con impegno e serietà.

4. Fonti d’informazione
Scoprire come s’informa la nostra Buyer Persona è un elemento prezioso della sua costruzione, e questo per due motivi. Per prima cosa, infatti, questo ci dirà che cosa apprezza e che cosa disprezza, e queste informazioni sono preziosissime nel preparare un messaggio che possa gradire. Ma oltre a questo ci dirà anche come possiamo trovare tante persone reali che coincidano con il nostro profilo, e questo è utilissimo per indirizzare il nostro budget di marketing. Se ad esempio siamo sicuri che il nostro cliente ideale è un carpentiere che ascolta la radio tutto il giorno mentre ristruttura case, sapremo che la radio è il veicolo ideale per i nostri messaggi pubblicitari!

5. Obiezioni e convinzioni
Domandiamoci, per finire, qualcosa che ci riguarda da vicino: cosa pensa la nostra Buyer Persona del nostro settore?
La risposta è fondamentale, perchè governerà buona parte delle nostre scelte di comunicazione e la creazione stessa del nostro messaggio. Il nostro cliente ideale è in generale sfiduciato dalle aziende del nostro settore, pensa siano poco affidabili, ed è deluso dalle loro prestazioni? Focalizzeremo la nostra campagna su testimonianze dirette e affidabili che certifichino i nostri risultati, offrendo precise garanzie e prove dei nostri successi.

Come scegliere i migliori sensori di pressione

Nel momento in cui ci si trova a dover selezionare i sensori di pressione per il proprio progetto, sono numerosi i parametri critici di cui tenere conto per operare una buona selezione e assicurarsi dei risultati validi: scegliere i sensori di pressione esclusivamente in base al loro costo non è una buona idea, se si è interessati al buon funzionamento del progetto finito. Ecco alcuni dei criteri più importanti di cui tenere conto:

1. Precisione: uno dei tratti più importanti nei sensori di pressione è il livello di precisione. Molte sono le domande da porsi in tal senso: di che tipo di precisione abbiamo bisogno? La pressione da misurare sarà molto dinamica? E se sì, i sensori di pressione saranno sottoposti a cambiamenti repentini oppure lenti? Le misurazioni dovranno essere continue oppure effettuate ad intervalli regolari? Le risposte a tutte queste domande vi diranno in che fascia di precisione deve orientarsi la vostra scelta di sensori di pressione; naturalmente, al salire della precisione lo farà anche il prezzo.
2. Uscita: i sensori di pressione sono disponibili con due uscite: a corrente e a voltaggio. I sensori di pressione con uscita a voltaggio si usano solitamente dove sensori e sistema di acquisizione dati si trovano vicini; sono in grado di dare un output fra gli 0 e i 100 millivolt, e in alcuni casi sono dotati di amplificatori interni per arrivare anche ai 10 V di output. Proprio per questi amplificatori, la reattività di frequenza rimane bassa.
I sensori di pressione con uscita a corrente si usano invece quando il segnale deve coprire distanze più lunghe, come nei grandi impianti: il loro output infatti è molto più immune ai disturbi, e offre un’alta reattività di frequenza.
3. Ambiente: dove andranno installati i sensori di pressione? Nella scelta della precisa tipologia di sensore, l’ambiente operativo riveste un peso fondamentale: pensiamo ad esempio alla presenza di condizioni estreme di temperatura, salinità o rischio di esplosioni, che detteranno immediatamente un’intera serie di protezioni aggiuntive necessarie.
4. Installazione: non tutti i sensori di pressione sono identici, e la semplicità di installazione è fattore essenziale nella loro scelta. Il sensore, domandiamoci, ha una struttura sufficientemente compatta da trovare spazio laddove lo vogliamo installare? È possibile, altrimenti, spostarlo o ottenere lo spazio necessario? Con quali modifiche e costi?

I sensori di pressione sono elementi essenziali in decine di impianti: una scelta accurata permetterà di avere le prestazioni necessarie e la sicurezza della loro precisione.