Consigli ed errori comuni nella compilazione del registro di carico e scarico

 

Il registro di carico e scarico è un “libro” contabile destinato all’annotazione di tutti i rifiuti prodotti e smaltiti da un’azienda. Anche il piccolo artigiano che produce rifiuti e obbligato ad aggiornare i registri tanto quanto la grande azienda, indipendentemente dal numero di dipendenti. Si tratta di un compito importante che non si deve svolgere con leggerezza, infatti la cattiva tenuta o la mancanza di un adeguato registro di carico e scarico comporta una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 90.000 € o superiore. Ci si può rivolgere anche a società esterne per la consulenza e la gestione dei rifiuti, per maggiori informazioni clicca qui.

Come si compila un registro di carico e scarico rifiuti

La prima cosa da fare prima di utilizzare il registro è effettuare la vidimazione presso la camera di commercio di competenza o dove risiede e opera il produttore primario di rifiuti. Un registro non vidimato non ha valore e pertanto è come non averlo e si rischia la sanzione.

Il registro riporta due principali attività: il carico e lo scarico dei rifiuti prodotti e da conferire a destinazione per il recupero o lo smaltimento.

Sulla colonna di “carico” si annota la produzione del rifiuto, la quantità di materiale o prodotto che è destinato a diventare rifiuto e che deve alloggiare in un apposito deposito. Il carico si registra entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto stesso.

Sulla colonna di “scarico” si registra il momento in cui il trasportatore ritira il rifiuto e lo consegna presso l’impianto di smaltimento o recupero. Anche questa operazione deve essere registrata entro dieci giorni lavorativi dalla data di partenza del rifiuto verso il luogo di destinazione.

Quali sono gli errori più comuni quando si compila il registro

I formulari – anche se intuitivi – sono sempre soggetti a essere compilati erroneamente. Tra gli errori più comuni, per esempio, è accorpare il carico e lo scarico. Le due operazioni richiedono due registrazioni distinte e separate perché si tratta di due momenti diversi della movimentazione e della “vita” del rifiuto. Altri errori comuni sono:

  1. Sbagliare le tempistiche di registrazione: quando un rifiuto viene prodotto costantemente si tende erroneamente a registrare un solo carico lo stesso giorno dello scarico. Ogni rifiuto accantonato in deposito deve essere registrato il giorno stesso anche se il giorno dopo se ne produce uno uguale e nella stessa quantità. Il momento dello scarico può essere “unico” per tutti i rifiuti depositati quando si decide di convogliarli in discarica o nel luogo di recupero/smaltimento.

  2. Sbagliare l’ordine cronologico delle registrazioni: le operazioni devono seguire una numerazione e un ordine cronologico progressivo e ripartire ogni anno.

  3. Lasciare in bianco la “voce” sul peso: la difficoltà o la temporanea impossibilità nello stimare il rifiuto prodotto induce a lasciare il campo informativo sul “peso” vuoto o annotato a matita. Ogni registrazione deve essere completa e priva di cancellazioni.

  4. Compilare anche i campi non pertinenti: i formulari sono standard e ideati per qualsiasi realtà produttiva, non è necessario compilare tutti i campi se non vi è il ruolo o l’attività corrispondente nella propria impresa. Per esempio, per “luogo di produzione” non si intende l’unità locale oppure nel campo “intermediario” non si devono annotare i dati del trasportatore o dell’impianto di destinazione, ma solo i dati dell’intermediario se ci si avvale di questa figura.

  5. Errori di distrazione: la data mancante, il numero di formulario incompleto, la non corretta dicitura o descrizione del rifiuto sono purtroppo errori che comportano sanzioni se compilati male, anche s ein buona fede.